KADIWEU (Caduveo)

I Kadiwéu sono l’ultima tribù esistente dei celebri Mbaya Guaicuru o Indios cavaleiros. La letteratura storica un tempo li chiamava “i gentiluomini indiani”, grazie al loro status di proprietari di mandrie di cavalli e della loro ammirevole abilità nell'arte dell'equitazione.
Il nome “ Guaycurú“ era usato dai Guarani per riferirsi, in modo generico e peggiorativo, ai popoli guerrieri-cacciatori che erano loro vicini nella riva occidentale del medio Paraguay, tra gli affluenti Pilcomayo e Yabebiri e dai quali pativano attacchi continui.
Gli Mbayá Guaicuru appartengono alla medesima grande famiglia linguistica guaicuru, la lingua indigena più parlata nella regione compresa tra i fiumi Paraná e Paraguay e la catena delle Ande e tra Santa Fe in Argentina, fino a Curumba in Brasile. Questa famiglia linguistica comprende, oltre ai Caduveo, anche i Payaguá, Toba, Pilagá, Abipon, e Mokovi.
Il termine Mbayá significa stuoia o artefatto di paglia. Secondo Sanchez Labrador il gruppo indigeno che viveva in case coperte di paglia, fu denominato Mbayá. Le abitazioni dei Mbayá-Guaikuru sono costruite a partire da una struttura leggera, in legno e paglia, con la forma di una grande casa aperta, con vari compartimenti allineati in fila, con il pavimento di legno sollevato dal suolo, e il tetto in due spioventi coperti di stuoie di paglia. Sono le tolderias ( accampamenti), termine della lingua spagnola che significa “ insieme di tende o ripari”. Si autodenominano Eyiguayegui espressione che, secondo Sanchez Labrador, significa “popolo della palma Eyiguá”.
I Kadiwéu sono un sottogruppo residuo dei Guaycurú, rappresentanti degli antichi Mbayá Guaycurú, il più settentrionale e l’ unico gruppo localizzato all’est del rio Paraguay, che avevano occupato terre che si estendevano dal rio Pilcomayo ad una latitudine un poco inferiore ai 20 gradi sud, fino al rio Payaguá, nei pressi della città di Asunción. Per Herbert Baldus il termine “Guaycurú “ comprendeva un numero di tribù del Chaco ed anche della parte orientale del bacino del Paraguay, delle quali sappiamo che sono divise da profonde divergenze ed appartengono a famiglie linguistiche del tutto diverse.
La società kadiwéu era strutturata in tre classi gerarchizzate tra loro: i nobili, i guerrieri e i servi. Questi ultimi praticavano l’agricoltura occupandosi di produrre cibo per tutta la società. I guerrieri saccheggiavano ed esigevano tributi dai vicini, inoltre rapivano ad altri gruppi ( in particolare, ci ricorda Guido Boggiani, agli Yshir ) bambini da adottare o giovani donne. Nel suo libro “ I Caduveo “ ricorda di avere incontrato, nel villaggio di Ettochigia“… una schiavetta Chamacoco di mia anteriore intima conoscenza…”.
Le decisioni politiche e le decisioni di interesse generale per il gruppo sono fortemente accentrate nella figura del capitano e dei suoi consiglieri. Il diritto di controllo è ereditario ed oggi tale diritto è riconosciuto “naturalmente” al pronipote primogenito del “Capitãozinho”, venerabile condottiero del passato. Tuttavia, le regole sono allentate nel senso di suffragio, per quanto riguarda la leadership: I "caciques" sono orientati nelle decisioni da un consiglio, composto principalmente da uomini più anziani ed esperti. Tuttavia va notato che altrettanto forte è il ruolo politico dei giovani leader, i quali ottengono prestigio soprattutto per il loro livello di istruzione (alcuni hanno la licenza media) e la loro padronanza della lingua portoghese, molto utile in trattative esterne. Alcune famiglie kadiwéu vivono ancora in piccoli gruppi, in località dell'interno della Terra Indigena più lontane dai villaggi principali.
Fin dal XVII secolo i Kadiwéu erano stati segnalati per la loro aggressività e per il loro atteggiamento bellicoso: per secoli si opposero agli stranieri, rappresentando un forte ostacolo alla colonizzazione; In base alla letteratura dei secoli XVII e XVIII, si sostiene che i Guaycurú, spinti verso il nord e verso l’ est, si spostarono dal Gran Chaco verso le rive del rio Paraguay. Nel secolo XVII erano già divisi tra le due rive del rio Paraguay. Si erano installati vicino alle fortificazioni ora portoghesi, ora spagnole.
Sono state identificate sei orde o sottogruppi Guaycurú-Mbayá suddivisi in caciccati minori, fino a coincidere con gli accampamenti dei capitani, la unità politica più piccola tra quegli indigeni. Le orde prendevano il nome di riferimenti geografici o di altri aspetti legati alla natura, fatto che sottolinea la stabilità del loro dominio sul territorio. Le orde sarebbero le seguenti: i Cadiguegodi, dei quali i Kadiwéu sarebbero i residui discendenti; i Guetiadegodes, di montagna, più al nord,i più isolati e i più numerosi; Apacachoedegodeguis della terra degli struzzi, più vicini ad Asunción; Eyibegodegis, situati ad est Del Río Paraguay; Enacagas, i nascosti; Gotogegodegi, quelli del taquaral. Si argomenta che i Kadiwéu sarebbero i rappresentanti di uno dei sottogruppi Mbayá che abitavano, fino alla fine del XVIIII secolo, la regione compresa tra i margini occidentale ed orientale del rio Paraguay, nelle aree confinanti con l’attuale Mato Grosso do Sul.
I Kadiwéu si stanziarono alla fine del XVIII secolo sulla riva sinistra del fiume Paraguay e attualmente vivono in un territorio situato nello Stato del Mato Grosso do Sul, su un terreno che attraversa in parte il Pantanal del Mato Grosso.
Come dice Herbert Baldus, “ il territorio dei Guaycurú Mbayá del nord, una distesa interrotta da boschi di palme isolati, è il prolungamento del grande Pantanal, fino alla Serra di Bodoquena. Tutti gli anni la pianura è inondata e si secca, poi, sotto i raggi cocenti del sole. Questi cambiamenti mantengono in movimento gli animali e, con essi, anche l’uomo.
Durante la Guerra della Triplice Alleanza (1864/1870) i Kadiwéu misero le loro virtù di guerrieri e di abili cavallerizzi in campo, schierandosi al lato dei Brasiliani conquistando, come ricompensa, il territorio che abitano oggi
La Terra Indigena kadiwéu, situata nel municipio di Porto Murtinho, nello stato del Mato Grosso do Sul (MS),è stata oggetto di riconoscimento ufficiale da parte del Governo dello Stato del Mato Grosso all'inizio del XX secolo, con la demarcazione del loro terreno nel 1900 e l'emanazione del decreto nel 1903 che già stabiliva come limiti naturali, quelli odierni. Ma i problemi territoriali sono stati una costante nella storia dei Kadiwéu. Più recentemente, la demarcazione delle loro terre, conclusa nel 1981, è stata circondata da molta tensione a causa della presenza di invasori . Dalla fine degli anni ‘50 gli allevatori di bestiame iniziarono ad occupare il territorio con l'autorizzazione della SPI (Indian Protection Service, ente che ha preceduto l'attuale Funai). All'inizio degli anni '90 c'erano 89 fattorie in affitto all'interno della riserva, che si estendevano su quasi tutto il territorio.
La terra indigena kadiwéu , fu regolarizzata ufficialmente dal Presidente della Repubblica del Brasile come area di possesso e usufrutto esclusivo , con la sua dimensione attuale di 538.536 ettari, nel 1964. In questa area, secondo il censimento demografico del 2010, vive oggi una popolazione di circa 1600 Kadiwéu, oltre a individui e comunità appartenenti ad altre tre etnie come Chamacoco, Terena e Kinikinawa.
I Kadiwéu, oggi ridotti fortemente di numero, cercano di adattarsi alla vita loro imposta dalla società come contadini e piccoli allevatori.