QOM

Sono considerati uno dei gruppi etnici più importanti del gruppo Guaicurú. La maggior parte è stanziata nell'Argentina settentrionale, (circa 70.000) alcune comunità vivono nel Paraguay del Sud mentre in Bolivia ci sono poche unità che abitano nei pressi del confine. Sono conosciuti anche con il nome di Toba.
La loro lingua è il “ Qom l'aqtac”,dal punto di vista linguistico solitamente inclusa nel gruppo delle "lingueguaicurú". L'istruzione bilingue nelle lingue native è garantita in Argentina attraverso la legge nazionale n. 23302 (1985) sulla politica indigena. Nel caso particolare dei Qom l'istruzione bilingue è regolamentata nelle province di Chaco (dal 1987) e Buenos Aires (dal 2007). Tuttavia, solo il 29% dei Qom nel Chaco e l'1% di quelli a Buenos Aires hanno frequentato questo tipo di scuola.
Fino al 19° secolo erano prevalentemente un popolo seminomade di cacciatori-raccoglitori. Gli uomini fin dalla tenera età si dedicavano alla caccia e alla pesca e le donne alla mietitura. La caccia alla grossa selvaggina (tapiri, pecari, cervi,) era la principale fonte di cibo; la raccolta dei frutti e l'estrazione del miele completavano la sussistenza di base. L’agricoltura orticola era largamente influenzata dai contributi andini e amazzonici: si coltivavano nachitek ( zucche ), oltañi ( mais ), avagha ( fagioli ), patate dolci, manioca... Le condizioni climatiche della zona sono estreme, con temperature fino a 50 °C nelle giornate estive, e fredde nelle notti invernali. Durante i mesi caldi gli indigeni non indossavano quasi nessun abbigliamento tranne semplici perizomi. Nei mesi freddi invece, mantelli di pelliccia, generalmente capibara. Le donne secondo Pedro Lozano: "Sono ricoperte dalla testa ai piedi con coperte di pelo di animali e le più importanti sono ricoperte con tessuti di erba coriacea più spessi della pita, che in questa provincia chiamiamo chahuar, e nasce selvaggia, da essa fanno un filo simile a quello dei calzolai e intrecciano il loro vestito, al quale le figlie e le mogli dei più importanti aggiungono delle decorazioni in bianco e nero”. Per le feste uomini e donne usavano bracciali e collane che realizzavano con piume, fiori e foglie e gli uomini adornavano le loro teste con un copricapo di piume e fibre di caraguatá.
Matrimonio e lignaggio erano le basi fondamentali dell'organizzazione sociale Qom costituivano la "banda", che riuniva diverse famiglie allargate, organizzate in "tribù" sotto il comando di un capo. Il matrimonio intertribale era consentito.
Le donne occupavano un posto di rilievo nella società qom: esercitavano funzioni politiche, economiche e religiose. Con l'attuazione delle riduzioni e l’intervento dei missionari fu applicato un ordine patriarcale che pose le donne in una posizione subordinata.

Tra le particolarità della cultura qom c'è il timore che hanno sviluppato verso alcune parole (che indicano malattie, disgrazie), c’è anche una credenza che indica un rispetto molto forte verso il potere del linguaggio: pare che in passato non si potesse pronunciare il nome di una persona per un certo tempo dopo che questa era morta. Trascorso questo tempo il nome veniva adottato da un giovane che rimpiazzava la persona scomparsa.

La presenza degli spagnoli significò per loro una grande rivoluzione: da un lato incontrarono un nuovo e potente nemico, dall'altro gli spagnoli diedero involontariamente un grande contributo alla loro cultura. Nel XVII secolo i Qom iniziarono ad utilizzare il cavallo e divennero abili cavalieri nonostante il loro territorio fosse in gran parte ricoperto di foreste e giungle (utilizzavano un armatura di cuoio per proteggersi dalle spine degli alberi e da attacchi di giaguari e puma). Dai loro cavalli, armati di arco e frecce, cacciavano non solo gli animali autoctoni ma anche i bovini di origine europea.

I Qom si sono rivelati uno dei gruppi etnici che più hanno resistito all'uomo bianco nella regione del Chaco, arrivando nel 1858 a minacciare la città di Santa Fe, ma dal 1880 non hanno potuto affrontare le campagne del Esercito argentino che li ha messi alle strette nel Chaco impenetrabile.
L'ultima resistenza militare dei Qom ebbe luogo nella colonia aborigena di Napalpí, nella provincia del Chaco, dove 200 di loro furono massacrati per mano della polizia e gruppi di allevatori.
Nella seconda metà del 20° secolo, quando smisero di servire come manodopera agricola, ebbero luogo espulsioni di massa dal loro territorio e tristemente molti furono costretti a lavorare o nelle piantagioni di cotone o come taglialegna oppure nei mulini.
Nel 1954, il governo nazionale ha riconosciuto i diritti dei popoli originari sui loro territori occupati, concedendo loro la proprietà, tuttavia, dopo il colpo di stato del 1955, la consegna fu revocata e la terra messa all'asta.

Il graduale processo di urbanizzazione del Gran Chaco costrinse le famiglie Qom a stabilirsi in comunità agricole sedentarie o a migrare verso le città. Così, dalla seconda metà del XX secolo, i modelli di sussistenza si sono adattati ad un modello economico agricolo sedentario, unito alla commercializzazione di pelli e artigianato, lavoro stagionale nella raccolta del cotone e lavoro salariato.
Il loro sistema religioso consiste in un culto per gli esseri della natura e la fede in una divinità massima. la loro dottrina è ancora mantenuta viva da una resistente trasmissione orale, anche se molti hanno adottato il cristianesimo, in particolare quello pentecostale, poiché i loro sciamani in molti casi sono diventati pastori protestanti; in ogni caso, ancora oggi gran parte della popolazione chiede consulenze sciamani o pio'oxonak che sono terapeuti e guaritori.
Altri Qom, perseguitati dalla miseria nelle loro ancestrali zone rurali, si ritrovano a vivere nelle baraccopoli di città come Salta, Resistencia, Formosa, Rosario, Santa Fe e Buenos Aires (distretto di La Plata).

Nel 2003, la situazione di Qom nella provincia del Chaco è stata definita “un vero disastro umanitario” e “genocidio” con decine di casi di indigeni morti per mancanza di cibo. Il vescovo di Resistencia, capitale del Chaco, ha chiesto l'intervento del governatore quando dieci indigeni sono morti di fame. L'attuale situazione economica della maggior parte dei Qom è economicamente precaria, non vi è assistenza medica con molti casi di malnutrizione e tubercolosi.
Attualmente nella zona tra i fiumi Teuco e Bermejito vivono riunite molte famiglie che hanno ottenuto la restituzione di queste terre dal governo argentino. Le famiglie si sono riunite nell'associazione Megusouchi grazie alla quale hanno potuto appellarsi a un'antica legge del 1915, che non era mai stata applicata, e ottenere così 50.000 ettari come proprietà comunitaria riconosciuta legalmente.

Un gruppo di ricercatori della Facoltà di Agraria dell'UBA (FAUBA) insieme a membri della comunità Qom “La Primavera” sta lavorando per reinserire una sessantina di varietà autoctone di mais, spazzate dalla monocoltura, per contribuire alla disponibilità di cibo e al miglioramento del reddito economico.
Recentemente (ottobre 2021) una nuovo sopruso è in atto: Il popolo Qom rivendica il proprio diritto ancestrale all'acqua, che nel frattempo è stata privatizzata, dall'avanzata delle aziende cinesi che producono carne di maiale. Vi sono infatti tre impianti industriali che produrrebbero 12.000 suini l’uno, contaminando così le scarse fonti d'acqua e richiedendo ancora più colture di semi di soia e mais OGM. “C'è acqua potabile nella Pampa del Indio"-affermano i leader Qom del profondo Chaco-"Ma non abbiamo accesso ad essa nella comunità. Lo proibiscono. Sappiamo che c'è acqua potabile in Campo Medina, a Pampa Chica, ma quando ci lamentiamo ci dicono che è privato. E sappiamo benissimo che è un'opera pubblica compiuta sette o otto anni fa. Prima ce la portavano nelle cisterne, ora non più. Non ci danno nemmeno l'acqua del Parco Nazionale.”