YSHYR/CHAMACOCO (Yshir)
La parola chamacoco significa ‘persona’, ed è anche impiegato con il significato di “indigeno” in opposizione ai Paraguaiani (Maro).
Sono un popolo indigeno del Chaco Boreale che abita il dipartimento dell'Alto Paraguay lungo la costa del fiume Paraguay, oltre a piccoli gruppi migrati in altri dipartimenti. In Brasile esiste un piccolo gruppo autoctono nello stato del Mato Grosso do Sul.
Secondo il censimento nazionale della popolazione e degli alloggi per i popoli indigeni del 2012 circa 1.800 Chamacoco vivono in Paraguay.
La loro lingua chiamata Yshir Ahwoso appartiene alla famiglia linguistica Zamuco, studiata e descritta dai Gesuiti nel XVIII secolo, è considerata una lingua in via di estinzione dall'UNESCO, a rischio di scomparsae sotto la pressione delle lingue dominanti nella regione: lo Spagnolo e il Guaraní.
I Chamacoco erano un’etnia seminomade che praticava la raccolta, la caccia e la pesca, ed era ripartita in clan patrilineari ed esogami. Lo sciamano (konsehet) aveva un ruolo centrale in quanto combatteva contro gli spiriti maligni che portavano sventure e malattie. I Chamacoco interpretavano il canto degli uccelli per trarre segni premonitori. Le pratiche religiose prevedevano una rigida distinzione tra i sessi. Per gli uomini era prevista una cerimonia di iniziazione: raggiunta la pubertà (12 o 13 anni) i ragazzi uscivano da soli nella boscaglia, tornavano quando riuscivano a cacciare un animale che condividevano con la comunità diventando così adulti, venivano portati al tobich ( luogo sacro) ed educati alla cultura Yshir.
La famiglia allargata, composta da genitori, figli con le loro mogli ed i loro bambini, viveva insieme. A loro volta le case erano raggruppate in clan. Il villaggio tradizionale ( Lut ) era organizzato a forma di mezzaluna, con una delle sue punte rivolta a Nord e la parte convessa rivolta ad Est.
Secondo i riferimenti attuali il primo tobich fu stabilito a Karcha Balut (grande conchiglia), oggi Puerto 14 de Mayo, sul rio Paraguay.
Bruno Barras appartiene alla comunità di Potreritos, mantiene l'antica tradizione yshyr della poligamia e ha tre mogli. Racconta Bruno :
“La mitologia degli Ybytoso ha tre divinità : la dea dell'acqua Eshnuwerta si prende cura della vita degli animali acquatici. La dea dell'aria, Pauchata, è la sentinella del cielo, dello spazio e del vento e Nemur, il dio della foresta, di tutte le piante e gli animali che vi dimorano. La foresta è il luogo dove apprendiamo ciò che ci serve. Madre Natura è , come direbbe l'uomo bianco, un'università,. Nemur ha insegnato agli uomini come impiegare gli animali a quattro zampe e come usare la flora. Eshnuwerta ci insegnò come usare i pesci, senza danneggiarli o alterare l’equilibrio della natura. Questa è saggezza per noi. […]. Le tre divinità ci hanno lasciato profezie. Nemur ha detto che se gli uomini distruggono le piante, possono derivarne pestilenze o epidemie molto gravi per tutte le nazioni. Perché questa è la vita degli uomini sulla terra. Rari parassiti possono attaccare l'essere umano. La stessa cosa disse Eshnuwerta: se non si usano bene gli animali acquatici, la natura e la fonte del flusso dei fiumi si rifiuterà, si ribellerà. Si dovranno subire le conseguenze di siccità, inondazioni, perché anche i pesci respirano aria, proprio come gli esseri umani. Dice, infine Pauchata : quando gli uomini non si prendono cura del loro ambiente, il sole può diventare furioso e le tempeste possono arrivare con grande velocità a colpire le nazioni. L'aria merita rispetto perché tutti ne abbiamo bisogno più di ogni altra cosa".
Gli Yshyr Chamacoco hanno anche un'altro essere mitica che promuove l'uso equilibrato delle risorse e dell'habitat: il Signore degli Animali. Ogni animale ha il suo proprietario, " balut " o avvocato, facilita la caccia e ne punisce severamente gli eccessi…
I Chamacoco sono menzionati per la prima volta in un documento del 1795. I primi contatti stabili con i bianchi sono avvenuti a partire dagli anni 80 del XIX secolo. Un punto di svolta nei contatti con la civiltà occidentale è dovuto all’esploratore, artista e fotografo italiano Guido Boggiani, che diede inizio agli studi linguistici ed antropologici su questa etnia, fondò inoltre Puerto 14 de Mayo e Puerto Esperanza, prima di essere ucciso dai Chamacoco durante una spedizione nel Chaco.
I Chamacoco sono divisi in due gruppi, anticamente rivali: Ybytoso, e Tomaraho e durante la guerra del Chaco (1932-1935), combattuta tra Paraguay e Bolivia, i due gruppi aiutarono i soldati paraguaiani nella lotta contro i boliviani, ma alla fine della guerra persero i loro territori e dovettero negoziare la loro sopravvivenza etnica con coloni e nuovi proprietari terrieri paraguaiani. Gli Ybytoso hanno in seguito conosciuto l’evangelizzazione da parte dei missionari delle New Tribes, che sono riusciti a far cessare le celebrazioni rituali subendo un forte processo di disintegrazione culturale. Mentre i Tomaraho, grazie al loro isolamento, hanno preservato in misura maggiore la loro identità etnica, rimanendo nella foresta lontano dall'influenza dei paraguaiani e dei missionari. A costo della quasi estinzione, i Tomaraho riuscirono a preservare un gran numero dei loro miti, dello sciamanesimo e cerimonie tradizionali. Gli Yshir furono sfollati dalle loro terre e trasferiti dall'Istituto Nazionale Indigeno del Paraguay (INDI) in piccole aree lungo il fiume negli anni 1980.
Questi gruppi sono oggi sull'orlo della scomparsa a causa della povertà derivante dalla trasformazione del loro habitat, dal degrado delle risorse naturali e dalla pressione dell'espansione dell'attività economica. I giovani emigrano nelle città del Paraguay e del Brasile abbandonando le proprie usanze e negando spesso la propria origine per evitare discriminazioni. Gli Yshir oggigiorno sopravvivono grazie al precario sostentamento nella coltivazione di manioca, patate dolci, fagioli, mais, zucca e anguria. Inoltre cacciano, pescano e raccolgono miele, palme carandá, e riescono a guadagnare un po' grazie alla vendita del proprio artigianato. Alcuni gruppi di dissidenti Yshir, detti “yacareceros”, sono dediti al bracconaggio degli alligatori: dai quindici ai venti uomini percorrono in canoa le paludi del fiume Negro, lì cacciano per un mese dormendo nelle loro barche esposti a intemperie e pericoli, tra i quali le guardie forestali brasiliane.
Nel 2009 solo tre comunità di Ybytoso avevano uno status legale e una propria terra; la comunità di Tomaraho ha uno status legale ma le loro terre sono state assegnate senza alcun titolo di proprietà ad aziende, ( DGEEC , 2004) per un totale di 25.828 ettari.
«Ora il nostro territorio è quello dell'azienda, noi ci abitiamo, ma non è la nostra terra, non ci appartiene più ed è diventato un luogo nemico che ci sta uccidendo. Prima eravamo coraggiosi e forti, ma vivere con i paraguaiani ci ha addomesticati ».
